Quando passi da un lavoro dipendente al lavoro freelance, i numeri possono trarti in inganno. Una tariffa contrattuale di 50 all'ora potrebbe sembrare molto migliore di uno stipendio annuo di 60.000, ma le due cifre non sono direttamente comparabili. I freelance sostengono costi che normalmente vengono assorbiti dai datori di lavoro. Prima di festeggiare una tariffa nominale più alta, è utile capire dove vanno davvero a finire i soldi.
Perché una tariffa freelance non è uno stipendio
Lo stipendio di un dipendente è un pacchetto completo. Il tuo datore di lavoro si occupa di una parte delle tue tasse, contribuisce ai programmi sociali per tuo conto e ti garantisce ferie retribuite. Una tariffa freelance è semplicemente un prezzo per il tuo lavoro, senza nulla incluso. Tutto ciò che un tempo copriva il datore di lavoro ora esce dalle tue tasche.
Per confrontare le due cose in modo equo, guarda oltre la cifra lorda. Imparare la differenza tra reddito lordo e reddito netto è il primo passo, perché i tuoi guadagni reali sono quelli che arrivano sul tuo conto in banca dopo tasse e costi.
Paghi entrambe le quote dei contributi sociali
Come dipendente, tu e il tuo datore di lavoro vi dividete i contributi sociali. Quando ti metti in proprio, di solito paghi entrambe le parti.
- Stati Uniti: i dipendenti pagano il 7,65 percento per Social Security e Medicare, e il datore di lavoro versa una quota equivalente. I lavoratori autonomi pagano l'intera imposta sul lavoro autonomo, circa il 15,3 percento sui guadagni netti.
- Regno Unito: i lavoratori autonomi pagano i National Insurance attraverso la Class 2 e la Class 4, calcolati sui profitti, anziché l'aliquota Class 1 dei dipendenti trattenuta dal datore di lavoro.
- Germania: i dipendenti dividono con il datore di lavoro i contributi obbligatori per sanità, pensione e assistenza. Molti freelance devono organizzarsi da soli l'assicurazione sanitaria e decidere se versare volontariamente alla pensione pubblica, spesso pagando l'intero importo di tasca propria.
Questi contributi previdenziali sono facili da trascurare quando fissi una tariffa, ma possono assorbire una grossa fetta del tuo reddito.
Benefit che non hai più
I datori di lavoro offrono più di una busta paga. Da freelance, i seguenti elementi tipicamente scompaiono o diventano una tua responsabilità:
- Ferie retribuite e retribuzione per i giorni festivi
- Congedo per malattia retribuito
- Contributi pensionistici o quota integrativa del datore di lavoro
- Copertura sanitaria in alcuni Paesi
- Periodi di preavviso e tutele in caso di licenziamento
Se il tuo vecchio lavoro ti dava 25 giorni di ferie retribuite, per un freelance quelli sono giorni in cui non guadagna nulla. Quel tempo non retribuito deve essere incluso nel prezzo della tua tariffa.
Dipendente e freelance a colpo d'occhio
| Fattore | Dipendente | Freelance |
|---|---|---|
| Contributi sociali | Divisi con il datore di lavoro | Spesso pagati per intero da te |
| Ferie e malattia retribuite | Di solito incluse | Nessuna salvo che tu le finanzi |
| Contributi pensionistici | Spesso con quota integrativa | Autofinanziati |
| Stabilità del reddito | Stipendio regolare | Irregolare, soggetto a interruzioni |
| Spese aziendali | Coperte dal datore di lavoro | Deducibili ma a tuo carico |
| Dichiarazione dei redditi | Per lo più automatica | Responsabilità tua |
Spese aziendali e reddito irregolare
I freelance spesso pagano di tasca propria laptop, software, assicurazione, supporto contabile e spazio di lavoro. Molte di queste spese sono deducibili dalle tasse, il che riduce il profitto imponibile, ma devi comunque anticipare i soldi.
Anche il reddito arriva in modo irregolare. A un mese forte può seguirne uno tranquillo, quindi hai bisogno di un cuscinetto per i periodi di magra e per le tasse che arrivano tutte insieme anziché essere trattenute automaticamente.
Fissare una tariffa che funzioni davvero
Una tariffa freelance sostenibile tiene conto del tempo che non puoi fatturare e delle tasse che devi versare. Un modo approssimativo per ragionarci:
- Parti dal reddito netto annuo che vuoi portare a casa.
- Aggiungi le tasse e i contributi sociali previsti.
- Aggiungi i costi per i benefit che devi autofinanziare, come pensione e assicurazione.
- Dividi per le ore fatturabili realistiche, non per tutte le ore lavorate. Ferie, giorni di malattia, attività amministrative e la ricerca di clienti non sono retribuiti.
Un esempio rapido
Supponiamo che tu voglia 60.000 di reddito netto. Dopo circa il 30 percento per tasse e contributi, più le spese e i benefit non finanziati, potresti dover fatturare 90.000 o più. Distribuiti su, diciamo, 1.400 ore fatturabili all'anno anziché su 2.080 complete, questo indica una tariffa ben superiore a quella suggerita dal semplice calcolo stipendio-ora.
Comprendere il reddito netto su entrambi i lati del confronto mantiene realistiche le tue aspettative.
Fai una stima prima di decidere
Le regole fiscali variano da Paese a Paese e cambiano ogni anno, quindi considera tutte le cifre qui riportate come puramente indicative. Calcola i tuoi numeri con un calcolatore di stipendio per vedere all'incirca quanto ti rende netto uno stipendio da dipendente, poi procedi a ritroso fino alla tariffa freelance che lo eguaglia. Quando la decisione è importante, consulta un professionista fiscale qualificato.
Considerazioni finali
Il lavoro freelance può essere ben remunerato, ma una tariffa più alta non significa automaticamente più soldi. Una volta che metti in conto i doppi contributi sociali, i benefit persi, il tempo non retribuito e i costi aziendali, il confronto cambia. Stima prima il tuo reddito netto su entrambi i percorsi e potrai negoziare da una posizione di chiarezza anziché tirare a indovinare.